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 Racconti - Racconti della buonanotte Vol. III - Princess91 & Vanvitelio

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MessaggioTitolo: Racconti - Racconti della buonanotte Vol. III - Princess91 & Vanvitelio   Mar Lug 13, 2010 11:17 pm

"Racconti della buonanotte" Vol III

Princess91



Racconto V di:

Vanvitelio de Curtis





Ultima modifica di Spirito del castello il Gio Set 09, 2010 11:09 pm, modificato 2 volte
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MessaggioTitolo: Re: Racconti - Racconti della buonanotte Vol. III - Princess91 & Vanvitelio   Mar Lug 13, 2010 11:19 pm

I

Racconta un'antica leggenda che un bambino che stava per nascere disse a Dio:
"Mi dicono che mi stai per mandare sulla terra; però come vivrò così piccino e indifeso sulla terra?"
"Tra molti angeli ne ho scelto uno per te, che ti sta aspettando e avrà cura di te."
"Però dimmi: qui nel cielo non faccio altro che cantare e sorridere; questo basta per essere felice."
"Il tuo angelo ti canterà, ti sorriderà tutti i giorni e tu sentirai il suo amore e sarai felice."
"Ma che farò quando vorrò parlare con te?"
"Il tuo angelo ti unirà le manine e ti insegnerà il cammino perché tu possa avvicinarti a me, benché io sarò sempre al tuo fianco."
In quell'istante, una grande pace regnava nel cielo però già si udivano voci della terra e il bambino premuroso ripeteva soavemente:
"Dio mio se già me ne devo andare, dimmi il suo nome come si chiama il mio angelo?"
"Il suo nome non importa, tu la chiamerai -mamma-."
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MessaggioTitolo: Re: Racconti - Racconti della buonanotte Vol. III - Princess91 & Vanvitelio   Mar Lug 13, 2010 11:20 pm

II

Quando Dio creò il papà cominciò disegnando una sagoma piuttosto robusta e alta. Un angelo che svolazzava sbirciò sul foglio e si fermò incuriosito.
Dio si girò e l'angelo, scoperto, arrossendo gli chiese: "Cosa stai disegnando?"
Dio rispose: "Questo è un grande progetto".
L'angelo annuì e chiese: "Che nome gli hai dato?"
"L'ho chiamato papà" rispose Dio continuando a disegnare lo schizzo del papà sul foglio.
"Papà..e a cosa servirebbe un papà?" chiese l'angioletto accarezzandosi le piume di un'ala.
"Un papà" spiegò Dio "serve per dare aiuto ai propri figli, saprà incoraggiarli nei momenti difficili, saprà coccolarli quando si sentono tristi, giocherà con loro quando tornerà dal lavoro, saprà educarli insegnando cosa è giusto e cosa no."
Dio lavorò tutta la notte dando al padre una voce ferma e autorevole, e disegnò ad uno ad uno ogni lineamento. L'angelo che si era addormentato accanto a Dio, si svegliò di soprassalto e girandosi vide Dio che ancora stava disegnando.
"Stai ancora lavorando al progetto del papà?" chiese curioso.
"Sì" rispose Dio con voce dolce e calma "Richiede tempo".
L'angelo sbirciò ancora una volta sul foglio e disse: "Ma non ti sembra troppo grosso questo papà se poi i bambini li hai fatti così piccoli?"
Dio abbozzando un sorriso rispose: "E' della grandezza giusta per farli sentire protetti e incutere quel po' di timore perché non se ne approfittino troppo e lo ascoltino quando insegnerà loro ad essere onesti e rispettosi".
L' angelo proseguì con un'altra domanda: "Non sono troppo grosse quelle mani?"
"No" rispose Dio continuando il suo disegno "Sono grandi abbastanza per poterli prendere tra le braccia e farli sentire al sicuro."
"E quelli sono i suoi occhi?" chiese ancora l'angioletto indicandoli sul disegno.
"Esatto" rispose Dio "Occhi che vedono e si accorgono di tutto pur rimanendo calmi e tolleranti."
L'angelo storse il nasino e aggiunse: "Non ti sembrano un po' troppo severi?"
"Guardali meglio" rispose Dio.
Fu allora che l'angioletto si accorse che gli occhi del papà erano velati di lacrime mentre guardava con orgoglio e tenerezza il suo piccolo bambino.
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MessaggioTitolo: Re: Racconti - Racconti della buonanotte Vol. III - Princess91 & Vanvitelio   Mar Lug 13, 2010 11:23 pm

III

C'era una volta un ragazzino di nome Filippo che, passeggiando per la strada, un giorno vide un altro ragazzo, che di solito partecipava con lui alle lezioni del maestro più bravo della città, tornare a casa dalla lezione con tutti i suoi libri sotto il braccio.
Il primo lo osservò, chiedendosi perchè si portasse avanti e indietro tutti i libri, visto che si potevano lasciare in uno scaffale a casa del maestro per non trasportare troppo peso.
Però Filippo aveva la giornata pianificata (una piccola festa e una partitina coi compagni per strada), così con un gesto scrollò le spalle e riprese a camminare.
Ma a un certo punto vide un gruppo di ragazzini che correvano incontro ad Arturo, così si chiamava il ragazzo coi libri.
Gli arrivarono addosso facendo cadere tutto quello che aveva in mano e lo spinsero facendolo cadere nel fango.
I suoi occhiali volarono via, e li vide cadere nell' erba del parco un paio di metri più lontano.
Arturo volse gli occhi verso il cielo e Filippo notò una terribile tristezza nei suoi occhi azzurri.
Così si avvicinò a lui mentre stava cercando gli occhiali e vide una lacrima scendere dai suoi occhi sulla guancia.
Filippo raccolsi gli occhiali e lo aiutò a rialzarsi dicendo:
"quei ragazzi sono proprio dei selvaggi, dovrebbero imparare a comportarsi bene!"
Arturo lo guardò e disse:
"grazie dell'aiuto!"
Ora c'era un grande sorriso sul suo viso, uno di quelli che mostrano vera gratitudine.
Scoprirono che vivevano a poca distanza uno dall'altro così decisero di fare la strada insieme, iniziando a parlare e conoscersi piano piano. Filippo lo invitò a passare la giornata con lui, andando a giocare insieme a lui, così rimasero insieme tutta la giornata e, conoscendosi meglio, diventarono grandi amici.
Il giorno dopo Arturo arrivò di nuovo con tutta la pila dei libri.
Filippo lo fermò e gli disse scherzosamente:
"ragazzo, finirà che ti costruirai dei muscoli incredibili con questa pila di libri ogni giorno!"
Egli rise e gli diede metà dei libri.
Ogni giorno che passava e più diventavano amici.
Ma una volta arrivato il momento in cui pensare che università seguire, decisero per due cose diverse, e avrebbero dovuto separarsi per riuscire a seguire le lezioni.
Arturo sarebbe diventato un dottore, mentre Filippo scelse di studiare per diventare un avvocato.
L'ultimo giorno di scuola con il maestro, Arturo fece un discorso di ringraziamento.
Iniziò così:
"In questo giorno voglio ringraziare coloro che ci hanno aiutato a farcela in questi anni. I genitori, gli insegnanti, ma più di tutti gli amici. Sono qui per dire a tutti voi che essere amico di qualcuno è il più bel regalo che voi potete fare. Per questo voglio raccontarvi una storia."
Filippo, incredulo, guardò l'amico non appena cominciò a raccontare il giorno del loro incontro.
Lui aveva pianificato di suicidarsi quella sera.
Raccontò di come aveva pulito il suo spazio dello scaffale del maestro per lasciare il posto pulito a un altro studente e di come si stesse portando a casa tutte le sue cose.
Arturo guardò Filippo intensamente e un piccolo sorriso spuntò sulle sue labbra.
"Ringraziando il cielo fui salvato, il mio amico mi salvò da quel terribile gesto."

...non sottovalutate mai il potere delle vostre azioni: con un piccolo gesto potete cambiare la vita di una persona...
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MessaggioTitolo: Re: Racconti - Racconti della buonanotte Vol. III - Princess91 & Vanvitelio   Mar Lug 13, 2010 11:25 pm

IV

C'era una volta un ragazzo con un bruttissimo carattere.
Suo padre gli diede una scatola di chiodi e gli disse di piantarne uno sul muro del giardino ogni volta che avrebbe perso la pazienza e avrebbe litigato con qualcuno.
Il primo giorno su quel muro ne piantò 37.
Le settimane successive imparò a controllarsi, ed il numero di chiodi piantati diminuì giorno dopo giorno: aveva scoperto che era più facile controllarsi che piantare chiodi.
Infine, arrivò un giorno in cui il ragazzo non piantò nessun chiodo sul muro.
Allora andò da suo padre e gli disse: "oggi non ho piantato nessun chiodo!". Suo padre gli disse allora:
"ora togli un chiodo dal muro per ogni giorno in cui non perdi la pazienza."
I giorni passarono e infine il giovane poté dire a suo padre che aveva levato tutti i chiodi dal muro.
Il padre condusse il figlio davanti al muro e gli disse :
"Figlio mio, ti sei comportato bene, ma guarda tutti i buchi che ci sono sul muro: non sarà mai come prima. Quando litighi con qualcuno e gli dici qualcosa di cattivo, gli lasci una ferita come questa. Puoi piantare un coltello in un uomo e poi tirarglielo via, ma gli resterà sempre una ferita. Poco importa quante volte ti scuserai, la ferita resterà. Una ferita verbale fa male tanto quanto una fisica".
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MessaggioTitolo: Re: Racconti - Racconti della buonanotte Vol. III - Princess91 & Vanvitelio   Mar Lug 13, 2010 11:26 pm

V

C'era un Sultano a cui era morto il fedele contabile, e quindi dopo aver preso consiglio dai ministri, mandò i banditori in giro per cercare un nuovo amministratore della sua ricchezza.
Si presentarono diverse persone, e furono condotte alla presenza del Sultano, il quale li condusse alla camera del tesoro, e li lasciò per qualche minuto da soli.
Successivamente, il Sultano richiamò gli aspiranti, e dopo aver battuto le mani, fece venire i musici, quindi disse a loro "Su, ballate!"
Tutti gli aspiranti ballavano male, con le braccia strette al petto, e lentamente: solo uno di essi saltava e danzava con vigore e piacere di ciò che faceva. Visto ciò, il Sultano chiamò i ministri e le guardie, e disse a quello che ballava "Tu sarai il mio nuovo contabile, in quanto a loro" indicando gli altri aspiranti "vengano decapitati!"
Il vizir del Sultano chiese allora "come mai è questa la vostra scelta, mio Sultano?" ed egli rispose "Vedi, mio fedele vizir, questi uomini hanno rubato l'oro dalla camera dove li ho lasciati, e così quando ballavano avevano paura che le monete nascoste cadessero" poi indicò il nuovo contabile "ma quest'uomo invece è stato fedele ed onesto, e non ha rubato: infatti lui ballava sciolto, poichè non aveva niente che lo impedisse"
Così andò che quell'uomo divenne il nuovo contabile del Sultano e visse sempre onorato e benvoluto.

Cerca di far si che tutto quello che fai sia gioia e non tornaconto personale. Dona tutto te stesso senza risparmiarti.
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MessaggioTitolo: Re: Racconti - Racconti della buonanotte Vol. III - Princess91 & Vanvitelio   Mar Lug 13, 2010 11:28 pm

VI

"Mezzo papo, perché gli uomini combattono?"
Il saggio mezzo papo, gli occhi rivolti al sole calante, al giorno che stava perdendo la sua battaglia con la notte, parlò con voce calma. "Ogni uomo, prima o poi, è chiamato a farlo. Per ogni uomo c'è sempre una battaglia che aspetta di essere combattuta, da vincere o da perdere. Perché lo scontro più feroce è quello che avviene fra i due lupi."
"Quali lupi?"
"Quelli che ogni uomo porta dentro di sé."
Pripri non riusciva a capire. Attese che il mezzo papo rompesse l'attimo di silenzio che aveva lasciato cadere fra loro, forse per accendere la sua curiosità. Infine, Bab, che aveva dentro di sé la saggezza del tempo riprese con il suo tono calmo. "Ci sono due lupi in ognuno di noi. Uno è cattivo e vive di odio, gelosia, invidia, risentimento, falso orgoglio, bugie, egoismo."
Il mezzo papo fece di nuovo una pausa, questa volta per dargli modo di capire quello che aveva appena detto.
"E l'altro?"
"L'altro è il lupo buono. Vive di pace, amore, speranza, generosità, compassione, umiltà e fede."
Pripri rimase a pensare un istante a quello che Bab le aveva appena raccontato. Poi diede voce alla sua curiosità e al suo pensiero. "E quale lupo vince?"
Il mezzo papo si girò a guardarlo e rispose con occhi puliti. "Quello che nutri di più"
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MessaggioTitolo: Re: Racconti - Racconti della buonanotte Vol. III - Princess91 & Vanvitelio   Mar Lug 13, 2010 11:28 pm

VII

Un professore concluse la sua lezione con le parole di rito: "Ci sono domande?" Uno studente gli chiese: "Professore, qual è il significato della vita?". Qualcuno, tra i presenti che si apprestavano a uscire, rise.
Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria. Comprese che lo era. "Le risponderò" gli disse. Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta. Poi disse: "Ero bambino durante la guerra. Un giorno, sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi. Ne conservai il frammento più grande. Eccolo.
Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde, crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio. Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma la metafora di quello che avrei potuto fare nella vita.
Anch'io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza. Con quello che ho, però, posso mandare la luce, la verità, la comprensione, la conoscenza, la bontà, la tenerezza nei bui recessi del cuore degli uomini e cambiare qualcosa in qualcuno. Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto. In questo per me sta il significato della vita".
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MessaggioTitolo: Re: Racconti - Racconti della buonanotte Vol. III - Princess91 & Vanvitelio   Mar Lug 13, 2010 11:30 pm

VIII

Un uomo aveva deciso di curare il praticello davanti alla sua casetta, per farne un perfetto tappeto verde "all'inglese".
Dedicava al suo prato tutti i momenti liberi.
Era quasi riuscito nel suo intento, quando però, una primavera, scoprì che nel suo prato erano nati alcuni "tarassachi", pianticelle dai brillanti fiori gialli.
Si precipitò a sradicarli.
Ma il giorno dopo altri due fiori gialli spiccavano nel verde prato.
Comprò un veleno potente per toglierli: niente da fare. Da quel momento la sua vita divenne una lotta contro i tenaci fiori gialli, che ad ogni primavera diventavano più numerosi.
"Che posso fare?" confidò scoraggiato alla moglie.
"Perché non provi ad amarli?" gli rispose tranquilla la moglie.
L'uomo ci provò. Dopo un po', quei brillanti fiori gialli gli sembrarono un tocco d'artista nel verde smeraldo del suo prato e da allora visse felice.

Quante persone ti irritano! Perché non provi ad amarle?
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MessaggioTitolo: Re: Racconti - Racconti della buonanotte Vol. III - Princess91 & Vanvitelio   Mar Lug 13, 2010 11:32 pm

IX

Un uomo duramente provato dalla vita, il quale aveva saputo mantenere sempre integra la sua serenità e il suo coraggio, sentendo avvicinarsi la fine chiamò intorno a sé i figlioli, le nuore, i nipoti e i pronipoti e disse loro:
"Voglio svelarvi un segreto. Venite con me nel frutteto".
Tutti lo seguirono con curiosità e tenerezza, poiché sapevano quanto il vecchio amasse le piante.
Con le poche forze rimaste e rifiutando ogni aiuto, l'uomo cominciò a zappare in un punto preciso, al centro del verziere.
Apparve un piccolo scrigno.
Il vecchio lo aprì e disse:
"Ecco la pianta più preziosa di tutte, quella che ha dato cibo alla mia vita e di cui tutti voi avete beneficiato".
Ma lo scrigno era vuoto e la pianticella che l'uomo teneva religiosamente fra le dita era una sua fantasia.
Nonostante tutto nessuno sorrise.
"Prima di morire", proseguì l'uomo, "voglio dare ad ognuno di voi uno dei suoi inestimabili semi".
Le mani di tutti si aprirono e finsero di accogliere il dono.
"E' una pianta che va coltivata con cura, altrimenti s'intristisce e chi la possiede ne è come intossicato e perde vigore. Affinché le sue radici divengano profonde, bisogna sorriderle; solo col sorriso le sue foglie diventano larghe e fanno ombra a molti. Infine, i suoi rami vanno tenuti sollevati da terra; solo con l'aiuto di molto cielo diventano agili e lievi a tal punto da non farsi nemmeno notare".
Il vecchio tacque.
Passò molto tempo ma nessuno si mosse.
Il sole stava per tramontare, quando il figlio maggiore rispose per tutti loro:
"Grazie, padre, del tuo bellissimo dono; ma forse non abbiamo capito bene di che pianta si tratti".
"Sì che lo avete capito. Mentre mi ascoltavate e mi stavate intorno, ognuno di voi ha già dato vita al piccolo seme che vi ho consegnato. E' la Pianta della Pazienza".
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MessaggioTitolo: Re: Racconti - Racconti della buonanotte Vol. III - Princess91 & Vanvitelio   Mar Lug 13, 2010 11:34 pm

X

Un giorno, apparve un piccolo buco in un bozzolo; un uomo che passava per caso, si mise a guardare la farfalla che per varie ore, si sforzava per uscire da quel piccolo buco.
Dopo molto tempo, sembrava che essa si fosse arresa ed il buco fosse sempre della stessa dimensione.
Sembrava che la farfalla ormai avesse fatto tutto quello che poteva, e che non avesse più la possibilità di fare niente altro.
Allora l'uomo decise di aiutare la farfalla: prese qualcosa di affilato ed aprì il bozzolo.
La farfalla uscì immediatamente.
Però il suo corpo era piccolo e rattrappito e le sue ali erano poco sviluppate e si muovevano a stento.
L'uomo continuò ad osservare perché sperava che, da un momento all'altro, le ali della farfalla si aprissero e fossero capaci di sostenere il corpo, e che essa cominciasse a volare.
Non successe nulla!
La farfalla passò il resto della sua esistenza trascinandosi per terra con un corpo rattrappito e con le ali poco sviluppate.
Non fu mai capace di volare.
Ciò che quell'uomo, con il suo gesto di gentilezza e con l'intenzione di aiutare non capiva, era che passare per lo stretto buco del bozzolo era lo sforzo necessario affinché la farfalla potesse trasmettere il fluido del suo corpo alle sue ali, così che essa potesse volare.

...a volte, lo sforzo é esattamente ciò di cui abbiamo bisogno nella nostra vita...
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